venerdì 14 novembre 2008

Sulle ali della fantasia: una letteratura per pensare

Gli odori dei mestieri

Io so gli odori dei mestieri:
di noce moscata sanno i droghieri,
sa d'olio la tuta dell'operaio,
di farina il fornaio,
sanno di terra i contadini,
di vernice gli imbianchini,
sul camice bianco del dottore
di medicine c'è un buon odore.
I fannulloni, strano però,
non sanno di nulla e puzzano un po'.



da Filastrocche in cielo e in terra
(G. Rodari)


Un libro scritto per bambini è un libro scritto per qualcuno, dice Gianni Rodari, un libro dunque che si rivolge a qualcuno, non può essere letto come un libro scritto per tutti.
La grandezza di un libro che si rivolge ad un pubblico di bambini deve riuscire a racchiudere in sè, e allo stesso tempo conciliare, varie componenti fondamentali ed essenziali quali: la componente estetico-letteraria, quella psicologico-narrativa ed infine quella etico-pedagogica, sapendo mettere al centro del racconto il fanciullo con tutto il suo mondo e i suoi interessi.

Propri per via delle varie componenti, la letteratura dell'infanzia è fondamentale e determinante nel percorso evolutivo della personalità umana e il libro, depositario di cultura, con le sue potenzialità di veicolare valori, ideali, senza perdere il suo potere di fascinazione, deve essere posto, e porsi allo stesso tempo, come strumento primario ed eccelso per l'educazione.

La comunicazione dell'infanzia però, non si limita solamente al linguaggio verbale (letto o ascoltato), ma ha la necessità di essere supportato da immagini che permettano lo sviluppo dell'immaginazione e allo stesso tempo creino un ponte e un veicolo con la realtà che li circonda.
Una letteratura dedicata interamente all'infanzia comincia a delinearsi nel panorama letterario europeo solo a partire da XVII secolo, basandosi principalmente sulle fiabe di origini popolari.
Se si prendono in esame i primi testi, come la raccolta di fiabe di Basile, si nota come la destinazione non è precisamente quella di un pubblico di bambini come lo intendiamo noi oggi, piuttosto a caratterizzarla era l'uso di un tono legato al fiabesco.

Per narrazioni destinate esplicitamente ad un pubblico di bambini dobbiamo far riferimento alla raccolte di Perrault (1628-1703) che hanno come oggetto tradizioni orali e racconti fiabeschi di vario genere. Il grande rapporto che lega la letteratura dell'infanzia e le lettarture popolari fa sì che durante il Romanticimo questo genere letterario trovi terreno fertile, esempio sono i fratelli Grimm che scrivono le loro Fiabe per bambini e per famiglia (1812-1814) creando un nuovo linguaggio mitologico-simbolico.
"Al di là degli schemi della fiaba e della narrazione fantastica, la letteratura infantile del secondo Ottocento, a cui la diffusione della scolarità offrì un mercato sempre più ampio, vide l'uso di schemi ricavati della letteratura per gli adulti, con elementi avventurosi, sentimentali e umoristici: si venne a distinguere una letteratura rivolta ai più piccini, essenzialmente fiabesca e fantastica, e una letteratura rivolta ai ragazzi tra infanzia e adolescenza, di tipo più realistico, spesso con propositi pedagogici" (G. Ferroni, Storia e testi della letteratura italiana, vol IX, pp. 63-64).
Lo sviluppo italiano della letteratura per l'infanzia, lo raggiungiamo con due grandi nomi del secondo Ottocento: Collodi con Pinocchio e De Amicis con Cuore. Ma la produzione più ampia ovviamente si ha durante il Novecento, dove non si possono non ricordare nomi quali Gianni Rodari, Italo Calvino e Vamba; autori che hanno spesso scritto testi indirizzati esclusivamente ad un pubblico giovane.
Nel contesto contemporaneo nel quale viviamo, dove la cultura visuale ha preso il sopravvento, un libro è fondamentale durante il percorso di crescita e maturazione di un bambino, e di un ragazzo, le buone letture fatte e le illustrazioni che accompagnano il testo, possono essere di grande aiuto per lo sviluppo delle capacità di immaginazione.

Il progetto che l'editoria per l'infanzia promuove e porta avanti con successo, sebbene con qualche sforzo, è fondamentale per continuare a fornire stimoli ma soprattutto un investimento per la formazione di bambini e di giovani.

La creatività si può trovare in ogni materia: la creatività investe tutti gli aspetti della conoscenza, delle scoperte. E' questo che Rodari intendeva quando diceva: la creatività si può imparare, si può insegnare; il bambino deve essere educato a pensare.



Atlier


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