
La storia che viene narrata è un lungo flashback di un ragazzo ormai adulto, di nome Watambe, che ripercorre la sua adolescenza in quello che è stato il suo percorso di formazione sentimentale in un periodo complesso per la storia del Giappone, ossia la rivoluzione studentesca.
Attraverso l'io narrante, che in questo caso è il protagonista stesso, veniamo calati nella realtà psicologica di un ragazzo universitario che, non consapevole delle proprie qualità, si sente sempre come una voce fuori dal coro, assalito da dubbi che lo portano a domandarsi di continuo cosa e dove abbia sbagliato.
Alla continua ricerca dell'autenticità, non si ferma alle apparenze, vuole andare oltre quelle che possono essere le convenzioni e si rende conto che le persone fuori dagli schemi sono poche, anzi pochissime.
Sono numerosi i personaggi che Murakami ci presenta, ma non di tutti sappiamo l'evolversi della vita...Sturmtruppen è uno di questi, personaggio bizzarro, da abitudini maniacali che di punto in bianco scompare di scena e di lui non si saprà più nulla, anche se resterà nei ricordi del protagonista.
" [...] -Sai che sei proprio barvo? E anche la casa è pulita.
-E' l'influenza di Sturmtruppen. Mi ha trasmesso il suo amore per la pulizia. Con grande gioia dei miei padroni di casa che dicono che gliela tengo benissimo. [...] (p.357)"
Passeggiando per le strade di Tokyo, dove studia, rincontra una sua vecchia amica dei tempi del liceo, Naoko, che non aveva più rivisto dopo i funerali del migliore amico Kizuki, ragazzo di lei e miglio amico di Watambe. Comincia così la loro frequentazione e cresce l'innamoramento di lui nei confronti della giovane. Ma anche la ragazza, come Stumtruppen di punto in bianco svanisce e solo dopo parecchio tempo, grazie ad un'imperterrita ricerca, Watambe verrà a sapere che è ricoverata in un centro per la cura di malattie mentali. La vita di Watambe però, non si ferma, continua a scorrere e all'università fa la conoscenza di Midori, una ragazza eccentrica e stravagante che proprio per il suo modo anticonvenzionale, colpisce il nostro protagonista.
"[...] Nel frattempomi ero accorto che una delle ragazze mi lanciava continuamente delle occhiate. Aveva i capelli cortissimi, gli occhiali da sole scuri, e portava un minivestito bianco di cotone. Dato che non mi sembrava di conoscerla, continuai a mangiare, ma a un certo punto all'improvviso si alzò e venne verso di me. Appoggiò una mano sull'orlo del tavolo e mi chiamò per nome [...] (p. 66)"
La ragazza, sebbene impegnata sentimentalmente, si lascia trascinare dall'attrazione che ha per Watambe e lo porterà a compiere azioni tanto bizzarre quanto imprevedibili.
A fianco del nostro studente, compare un altro ragazzo, Nagasawa, giovane del collegio spregiudicato e dal fascino irresistibile, che dopo varie vicende si verrà a delineare come cinico e crudele. E' il classico personaggio che per la sua disinvoltura ammalia gli innocenti e a questi si contrappone, portando all'interno del romanzo la corruzione morale secondo la filosofia io sono io e loro sono loro che lo porta a giustificare qualsiasi azione dettata dall'istinto. Ad accomunare i due giovani e la lettura comune fdi romanzi non usuali tra i giovani del tempo, come ad esempio Il Grande Gatsby; particolare che delinea sempre più i due personaggi come facce della stessa medaglia, entrambi alle prese con la società contemporanea che fanno percorsi diversi per emergere anche se hanno esperienze comuni.
Tra tutte queste esperienze, il giovane Watambe deve fare i conti con il cuore: da una parte l'amore idealizzato, quello per Naoko; dall'altra quello per Midori, più realistica e pragmatica. L'intreccio di storie che si verrà a creare è ricco di pathos e accompagna il lettore fino all'ultima battuta in un crescendo di sensazioni ed emozioni. E' un viaggio attraverso l'adolescenza e l'emergere di personalità tanto differenti in un mondo dove la singolarità è sempre più attaccata dall'omologazione e il conformismo.
Per concludere lascio la parola all'autore che descrive il suo romanzo così:
"Avrebbe dovuto essere un romanzo bello, malinconico, delicato e compatto. E siccome vivevo in Italia, annotai quel titolo in italiano: Il giardino sotto la pioggia. Tuttavia il romanzo stava diventando molto più lungo di quanto avessi previsto all'inizio, e non era più possibile definirlo <
Atlier
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